toner pericoloso

Da qualche tempo si sta parlando della pericolosità delle particelle emesse dal toner.

Essendo il toner una polvere microfine, se disperso, rimane sospeso a lungo in aria e può comportare rischi per la salute, come per altri tipi di polvere esempio l’amianto.

Può avere un effetto irritante sulle vie respiratorie e causare problemi alle persone affette da asma e bronchite cronica. Il contenuto di carbone è comunque stato ridotto ad un livello tale da non essere considerato pericoloso.

È opportuno però evitare di disperdere il toner, per esempio manomettendo le cartucce o pulendo l’interno delle stampanti con getti di aria. Anche i normali aspirapolveri non devono essere impiegati, poiché la polvere di toner è così fine da attraversarne i comuni sacchetti. I tecnici specializzati nella manutenzione dei fotocopiatori utilizzano aspiratori con speciali filtri, ed i rigeneratori lavorano le cartucce protetti da speciali cappe aspiranti.

La Suva ha recentemente aggiornato una scheda informativa relativa ai pericoli per la salute derivanti dall’uso

di apparecchiature di fotoriproduzione.

“Le polveri di toner emesse dalle stampanti con tecnologia laser e dalla fotocopiatrici possono causare disturbi

soprattutto nei soggetti con mucose ipersensibili nelle vie respiratorie superiori e inferiori. In genere, le reazioni

di ipersensibilità non specifiche dovute agli effetti irritativi di queste emissioni possono essere evitate

migliorando l’igiene del posto di lavoro.

Soltanto in casi rari sono state documentate delle vere e proprie allergie al toner.
Gli studi epidemiologici non hanno stabilito relazioni causali certe fra queste emissioni e le malattie croniche

dell’apparato respiratorio o le malattie polmonari interstiziali. In base ai risultati degli studi sperimentali e dei

test sugli animali, non si esclude che le polveri di toner possano avere un effetto cancerogeno. I dati

attualmente disponibili non permettono tuttavia di trarre delle conclusioni definitive, soprattutto perché non

sono ancora stati svolti degli studi epidemiologici sul rapporto tra l’esposizione a polveri di toner e un maggiore

rischio di tumori maligni delle vie respiratorie”.

Quindi, si, i toner se inalati in quantità elevate e per tempi d’esposizione prolungati, potrebbero essere  pericolosi e forse anche cancerogeni.

Ritengo, tuttavia, sia sufficiente applicare un filtro toner alla stampante, aerare il locale in caso di molte stampe e lavarsi le mani quando si sostituisce un toner scarico.

Se si dovesse pulire una stampante laser, servirsi di una mascherina e di guanti in lattice monouso, senza

assolutamente utilizzare aspirapolveri o aria compressa. Un panno,può bastare.

Anche l’inquinamento delle auto e’ cancerogeno (mai sentito parlare di benzene ?), e non respirarlo e’ più

complesso.

Tra i vari veleni che ci circondano nella vita quotidiana il toner  è uno dei più facilmente controllabili.

Mario Ferraro

 

Smaltimento rifiuti stampanti

Sapevi che cartucce inkjet e laser, nastri, contenitori di toner, gruppi di sviluppo  e vaschette di recupero delle fotocopiatrici sono rifiuti speciali?     

 Li  butti nel cassonetto dei rifiuti ?   

  Nulla di più sbagliato. Non solo violi e infrangi le normative comunitarie ma contribuisci in prima persona al danneggiamento ambientale.                                  

 Nonostante l’avanzare delle tecnologie sembra impossibile rinunciare alla stampa dei documenti e quando la cartuccia finisce, o si getta oppure si ricarica.                   

 Secondo la normativa vigente, le cartucce per stampanti esaurite, sono considerate un rifiuto speciale non pericoloso e devono essere destinate ad appositi centri di raccolta.   

 Molte persone optano per  la loro rigenerazione . Rigenerare un supporto esausto, consiste nel riutilizzare la propria cartuccia,  mediante la consegna della stessa ad un centro di rigenerazione il quale provvede a riportarlo alle condizioni d’origine. In questo modo non solo si risparmia notevolmente ma si da una mano concreta all’ambiente mediante la minore immissione di ulteriori rifiuti.
Purtroppo viviamo in un’era dove il consumismo è divenuto sfrenato.  Questo, si ripercuote negativamente sull’ambiente. La “new economy”, nella sua corsa frenetica verso l’innovazione tecnologica si lascia dietro una massa di “rifiuti” costituiti da apparecchiature elettriche ed elettroniche invecchiate ed abbandonate dopo pochi anni.  Tonnellate di rifiuti che senza il giusto inquadramento, contribuiscono a inquinare il nostro pianeta.               Solo per i materiali consumabili le statistiche della Federinformatica e della Ecoqual’It, (consorzio volontario nazionale per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti prodotti dall’ICT) dicono che circa 60 milioni di cartucce toner per stampanti laser e fotocopiatrici e 500 milioni di cartucce per stampanti “a getto d’inchiostro” finiscono ogni anno in discarica senza nessun trattamento preventivo.
Sapete cosa succede al vecchio pc quando arriva il momento di sostituirlo con uno nuovo?
Di solito finisce in discarica, contribuendo a inquinare l’ambiente con le sostanze tossiche che contiene.
Eppure, molto spesso i suoi componenti potrebbero essere riutilizzati o bonificati.
Chi oggi compra un computer ,sa che domani il suo acquisto potrebbe già essere fuori produzione, contenere parti che si sono svalutate del 100%, non essere più in grado di supportare i nuovi software (dai giochi 3D alle piattaforme per l’ufficio) che si susseguono a ritmo sfrenato sui banchi dei negozi d’informatica.
Tutto questo ha un costo non solo per le tasche degli acquirenti, ma anche per il delicato equilibrio ambientale del pianeta.
Per ogni pc nuovo che si acquista, infatti, per ogni rincorsa al prodotto più potente, più alla moda, più raffinato tecnologicamente, ci sono macchine e componenti che invecchiano precocemente e quindi vengono candidati alla rottamazione.
Qual è il destino dei computer usati, i quali difficilmente sono stati realizzati con materiali compatibili con l’ambiente e che quindi contengono (o sono essi stessi) sostanze pericolose per l’ecosistema?
Si sta parlando di plastiche e metalli difficili da trattare, di polveri e gas tossici, di batterie, di oli, di parti in silicio, cadmio o altre sostante che richiedono solventi a loro volta di difficile gestione.
Il piombo, per esempio, presente nelle batterie e nei tubi catodici, può provocare il cancro.
Il cadmio è pericoloso per i reni, il mercurio, contenuto negli interruttori, può arrecare danni al cervello.
Le statistiche dicono che se ogni europeo riuscisse a recuperare dalla rottamazione dei computer usati almeno quattro chili di apparecchiature elettriche ed elettroniche all’anno, si risparmierebbe l’equivalente di 120 milioni di Gigajoule, pari a 2,8 milioni di tonnellate di petrolio ogni anno, con un risparmio energetico del 60-80% rispetto all’utilizzo di materia vergine.
Sono dati e obiettivi fissati dalla direttiva europea sui rifiuti tecnologici, varata nel giugno del 2000, che si articola in due proposte:
– una relativa alle attrezzature elettriche ed elettroniche fuori uso: WEEE, ovvero Waste Electrical and Electronic Equipment
– e la seconda, chiamata RoHS (Restriction of the Use of Hazardous Substances), che prevede norme specifiche per il trattamento di sostanze tossiche derivate da apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Nel frattempo, in Italia è ancora attiva la legge Ronchi, che cerca di sensibilizzare le amministrazioni comunali e i produttori di componenti informatiche a considerare, a partire dal processo di ideazione dei nuovi pc fino a quello di rottamazione computer usati, tutte le possibili situazioni per limitare al massimo l’impatto ambientale dovuto al ciclo di vita di questi prodotti.
Ma naturalmente non è sufficiente, e dunque oltre all’impegno delle aziende e delle istituzioni, diventa essenziale la nascita e lo sviluppo di società specializzate nel recupero, nello smistamento e nel riciclaggio di componenti derivate dalla dismissione di prodotti dell’informatica.
Oltre alle aziende produttrici di componenti informatiche esistono in Italia alcune società che si stanno specializzando nel recupero di vecchi pc e stampanti per poterne riciclare le parti ancora funzionanti e smaltire in forma ecologica, secondo le disposizioni delle leggi internazionali, le componenti a rischio per l’ambiente.
Oltre a questo, recuperano quei metalli (oro, argento, rame, ferro, alluminio) e quei materiali che possiedono un valore autonomo sul mercato del riciclo.
Il riciclaggio dei componenti elettronici, rappresenta un business per molte piccole e medie imprese.
La raccolta e il riciclo e non la semplice rottamazione dei computer usati, può consentire, inoltre, la donazione a chi altrimenti non avrebbe mai potuto accedere all’acquisto di un computer , basti pensare alle associazioni senza fini di lucro, agli enti di beneficenza, alle zone depresse e disagiate di molti paesi in via di sviluppo.
Il mondo è di tutti , trattiamolo con cura .

Perché rigenerare

Perchè rigenerare o comprare cartucce e toner compatibili.

Innanzitutto bisogna spiegare cosa vuol dire rigenerare. La rigenerazione di cartucce è un processo tramite il quale le cartucce di inchiostro e toner esauste vengono ripristinate all’uso.

Stampanti (laser,ink-jet,nastro),fax e macchine da scrivere, producono cartucce esauste che sono classificate come “rifiuti speciali non pericolosi”. Molte di queste cartucce possono essere rigenerate sostituendo le parti monouso come componenti ottici, toner, inchiostri e nastri, viene quindi creato un prodotto che in termini di durata è paragonabile all’originale.

Ma proprio perché sono classificate “rifiuto speciale” che il loro destino è quello di finire in discariche in cui impiegheranno anni per dissolversi, mentre recuperandole si evita di produrre altro materiale inquinante e di conseguenza si hanno dei vantaggi notevoli per l’ambiente e l’ecologia.

Altro vantaggio nel rigenerare lo si ha a livello economico in quanto il costo di una cartuccia rigenerata sono inferiori del 50-60% rispetto all’originale e si evitano costi aggiuntivi per lo smaltimento delle cartucce esauste.

 

Lunga vita alla stampante

Nonostante la tendenza a livello globale di ridurre il cartaceo per mezzo dell’avvento del digitale,  una recente ricerca di IDC(International Data Corporation) mostra come per la fine del 2015 il volume di pagine stampate nel solo mercato USA arriverà a quota 1200 miliardi.

Sono le stampanti multifunzione (MFP – MultiFunction Printer) a rubare la scena: secondo i dati raccolti da IDC, entro la fine del 2015, il volume di pagine stampate da questa categoria di dispositivi sarà superiore a 857 miliardi. Il passaggio alle multifunzione, rappresenta una tendenza fondamentale del settore, che continuerà per l’immediato futuro. Gli utenti apprezzano molto la flessibilità offerta da questo tipo di prodotto che permette di sopperire a  fotocopiatrice ,scanner, stampante e fax, tutto in una macchina .

Un altro cambiamento chiave è rappresentato dal passaggio dalle soluzioni di stampa monocromatiche verso le soluzioni a colori. Tuttavia, anche con una prevista crescita del volume di stampa da parte di soluzioni laser a colori ,le stampanti monocromatiche restano il colosso del settore, con un volume di 799,9 miliardi di pagine previsto per il 2015.

Tra le varie tecnologie di  stampa, (leser, inkjet,  thermal transfer ribbon, aghi, sublimazione, solid ink)  quella a getto d’inchiostro, resta la più diffusa. Il basso costo e la grande versatilità di queste  periferiche, determina una costante crescita delle vendite soprattutto in ambito domestico.

La stampa avviene mediante il passaggio dell’inchiostro attraverso la testina,costituita da numerosi fori microscopici. E’ importante sapere, al fine di preservarla,  che la stampante inkjet  necessita di molta manutenzione. Infatti il 90% di esse viene rottamato a causa della prolungata inattività.

Ma perché questo accade?

E’ molto semplice.

L’inchiostro è costituito dal colorante(pigmenti) e dal veicolo(acqua). Il poco utilizzo, facilita l’essiccamento del veicolo, specialmente nel periodo estivo. Ciò comporta l’ incrostazione del colorante, sui filtri e negli ugelli della testina con  conseguente stampa striata. Negli imprevisti meno gravi,con una pulizia, effettuata attraverso il software in dotazione alla stampante,si riesce a riprendere la qualità grafica ma in caso contrario essa è irrecuperabile. Il costo della riparazione, in proporzione al prezzo d’acquisto, è molto alto e pertanto si avrà la rottamazione del prodotto.

Per avere una multifunzione o printer inkjet sempre efficiente nel tempo è importante :

usare la stampante con frequenza,soprattutto con il colore.

sostituire la cartuccia  prima che essa finisca, in modo da evitare il formarsi di bolle d’aria.

togliere la cartuccia scarica solo quando si è muniti di quella nuova.

non buttare la cartuccia nell’ indifferenziato ma in appositi siti di smaltimento, oppure rigenerare il supporto esausto.

Per quanto concerne la stampante laser, il principio di funzionamento è completamente diverso. La stampa in questo caso avviene mediante il passaggio di  una polvere sottilissima, ovvero il toner, attraverso due rulli chiamati pressore e fusore. La polvere viene sciolta e pressata sul foglio. Non necessita di particolare manutenzione. L’unico punto in comune con la inkjet è il numero 4.

Questi consigli servono  sia per evitare spese inutili ma soprattutto, per salvaguardare l’ambiente. Cerchiamo di consumare meno risorse e d’immettere meno rifiuti nel mondo, altrimenti prima o poi il nostro pianeta rifiuterà noi.

 

Gelateria bougainvillea Sorrento e politica della qualità

Politica della qualità

“Bougainvillea” è un’azienda nata come laboratorio di gelato artigianale e si è sviluppata, grazie al successo incontrato presso i Clienti, anche come bar e ristorante, ed è oggi in grado di fornire prodotti di vario tipo, tutti caratterizzati da elevata qualità.

L’Azienda è oggi uno dei più qualificati esercizi pubblici di Sorrento, ed è in grado di soddisfare le esigenze di una Clientela internazionale, ma anche di fornire prodotti per chi soffre di allergie o intolleranze alimentari, con la produzione di gelati senza glutine, senza latte, ecc.

“Bougainvillea” ricerca e valorizza i prodotti tipici campani e perciò la gelateria offre spazio a sapori ed odori della frutta locale, la pasticceria offre giornaliermente dolci tipici campani ed il ristorante presenta in maniera rivisitata, tutti i piatti tipici.

L’Azienda ha realizzato ed attua un Sistema di gestione per la Qualità conforme ai requisiti normativi vigenti e alla ISO 9001.:2008. Individua nella soddisfazione del Cliente l’elemento chiave per il successo aziendale.

Considera strategici i seguenti aspetti:

– l’attenzione costante all’innovazione ed al controllo dei processi e dell’organizzazione,

– la diffusione a cascata del principio di delega, quale elemento cruciale di responsabilizzazione.

Un impegno particolare è dedicato al miglioramento della motivazione del personale nel perseguimento delle politiche aziendali. Tale coinvolgimento viene ricercato attraverso la formazione sulla qualità e sugli aspetti più critici della sicurezza alimentare.

L’Azienda crede fermamente che solo attraverso la collaborazione a tutti i livelli, potrà trarre i maggiori frutti dai propri programmi.

OBIETTIVI

Gli obiettivi per la Qualità sono determinati annualmente e sono coerenti con questa politica e finalizzati a migliorare l’efficienza del SGQ. Gli obiettivi sono misurabili attraverso indicatori di processo e di prodotto.

Il raggiungimento degli obietti è affidato al personale aziendale a cui viene garantita l’erogazione delle risorse necessarie. Il raggiungimento degli obiettivi viene verificato periodicamente da personale indipendente dalle attività coinvolte.

Tutti i processi ed i prodotti aziendali devono tender all’eccellenza. (Gianluca Cioffi)

Bougainvillea:

gelateria, ristorante, caffè, wine bar, sport bar, live music, feste per bambini, servizio carrettino gelati.

Corso italia, 16 Sorrento tel. 081 8781364   www.bougainvillea.it

 

Spray anti aggressione al peperoncino

Spray anti aggressione al peperoncino

La legge…

Con decreto del 12/05/2011 è stata approvata la libera vendita di spray al peperoncino per la difesa personale.

Sono inclusi tutti i dispositivi in grado di nebulizzare una miscela irritante a base di oleoresin capsicum che non abbiano attitudine a recare offesa alle persone, e che rispondano a precise regole di sicurezza. Gli spray al peperoncino da noi  proposti sono tutti certificati e di massima sicurezza, praticità ed affidabilità!

Vendiamo esclusivamente gli spray al peperoncino delle aziende leader nel settore come Pixeon e Mace…

Cerchiamo di spiegare  quali spray anti aggressione si possono usare in Italia?

In Italia allo stato attuale giuridico, SOLO gli spray anti aggressione al peperoncino, quindi assolutamente non al gas nervino, paralizzanti, etc… sono di NON libera detenzione!

Ci chiederemo a questo punto perche’ solo gli spray anti aggressione al peperoncino sono gli unici legali?

Gli spray al peperoncino sono precisamente spray al principio attivo CAPSICUM (definito tecnicamente OC: Oleoresin Capsicunin) che è una sostanza naturale derivata dal peperoncino di Cayenna. Tale principio attivo è classificato (legalmente) come infiammatore e non come irritante: quindi non agisce sulla soglia del dolore ma bensì su quella del fastidio (alto).

L’uso di questo tipo di spray, ovviamente, deve essere però limitato a quei casi in cui si è aggrediti ed esiste serio pericolo per la propria incolumità, in caso contrario l’uso improprio è punito penalmente per legge, e si dovrà rispondere delle eventuali lesioni e danni fisici causati oltre che della “semplice” aggressione perpetrata.

Ma quali sono gli effetti di uno spruzzo sull’aggressore allora?

Lo spry provoca (per circa 20/25 minuti, dandoci così il tempo di scappare e/o richiedere aiuto) gonfiore ed infiammazione con chiusura involontaria e incontrollabile degli occhi, secrezione nasale, fiato corto e infiammazione della pelle, inoltre i nuovi modelli sono dotati anche di marcatore UV per favorire il riconoscimento da parte delle forze dell’ordine!

Possiamo concludere che con una modesta spesa possiamo dare LEGAMENTE un po’ di tranquillita’ a mogli fidanzate e mamme senza trascurare chiaramente tutti i lavori sensibili come le Security GDF ecc…

VENDITA SPRAY AL PEPERONCINO

Cos’e’ il Softair?

Cos’e’ il Softair? :

l softair o soft air o tiro tattico sportivo è un’attività ludico-ricreativa di squadra basata sulla simulazione di tattiche militari.

Il softair si distingue dalle altre attività basate sulla simulazione militare per l’utilizzo delle Air Soft Gun (in inglese letteralmente arma ad aria compressa, ASG) da cui appunto prende il nome. È caratterizzato da una grande varietà di giochi diversi che spaziano da un approccio meramente ludico ad un approccio di tipo sportivo, da un approccio ricreativo ad un approccio strategico-simulativo, comprendendo varie sfumature all’interno di questi quattro estremi. A volte può venire utilizzato anche nell’ambito del team building, del problem solving e della formazione aziendale solo in ambienti protetti ed esclusivi.

Il nome deriva dall’inglese, sebbene in inglese il gioco sia chiamato airsoft o air soft.

Il softair è nato in Giappone negli anni ’80 , in seguito all’invenzione delle ASG a scopo collezionistico , brevettate e prodotte lì per la prima volta , infatti lì la detenzione di armi da fuoco è vietata dalla fine della seconda guerra mondiale e per lo stesso motivo sono più di tre generazioni che in questo paese non esiste un esercito .

Il gioco:

Le partite possono avere obiettivi diversi: si va dal conquistare la bandiera altrui, ad effettuare vere e proprie pattuglie di ricognizione per conquistare obiettivi di diversa natura (bandiere, testimoni, materiali, eccetera) naturalmente “neutralizzando” gli avversari bersagliandoli con le apposite armi giocattolo ed eliminandoli così dal gioco.

Per motivi di sicurezza è assolutamente d’obbligo per chi gioca indossare almeno degli occhiali protettivi, o meglio ancora delle maschere integrali per proteggere tutto il viso (dette “gran facciali”).Per il resto potrebbe anche giocare nudo se lo volesse:-) .

Nonostante la pratica preveda l’uso di protezioni adeguate e le armi siano di potenza assai ridotta, si tratta pur sempre di uno sport in ambiente aperto, per cui possono verificarsi occasionalmente incidenti come slogature e graffi. Se non si rispettano le norme di sicurezza basilari (uso di protezioni e della sicura delle armi quando non in gioco, tiro solo da distanza superiore ai 9-10 metri) è possibile anche che vi siano infortuni agli occhi o ai denti, ma si tratta di casi poco frequenti e facilmente evitabili se lo sport è praticato con attenzione e soprattutto con le dovute protezioni, come maschere facciali in neoprene, occhiali con lente doppia, elmetti di vari modelli e nazionalità, protezioni specifiche per le parti del corpo più deboli.

Esistono infinite tipologie di gioco, limitate solo dalla fantasia degli organizzatori, queste sono le più comuni e apprezzate dai softgunner:

Cattura la bandiera o postazione avversaria che può essere:        

Attaccanti contro Difensori: viene posta una bandiera obiettivo, la difesa vince se l’attacco non conquista la bandiera entro un tempo limite prefissato      

Doppio Attacco/Difesa: con due Bandiere, vince chi cattura la bandiera nemica e la riporta al proprio campo    

Deathmatch a squadre, in cui vince chi elimina tutta la squadra (senza rinascita” dei giocatori) o chi elimina più avversari (con “rinascita”)    

Liberazione di un prigioniero    

Distruzione della squadra avversaria    

Tutti contro tutti

Possono essere anche organizzati scenari che riproducono azioni reali della storia militare, o immaginarie azioni di forze speciali. Per via della disponibilità di equipaggiamento, che copre soprattutto il periodo 1960-2000  gli scenari rappresentano soprattutto forze occidentali contro generici terroristi” o forze NATO contro forze del blocco sovietico.

La particolarità di questo gioco è l’essere basato completamente sulla correttezza del singolo giocatore, dato che non esiste alcun modo per provare oggettivamente che l’avversario sia stato colpito o meno: è dovere del giocatore, nel momento in cui avverte l’impatto del pallino avversario, alzare la mano, smettere di sparare e gridare colpito, morto, o preso (autodichiarazione) e quindi abbandonare l’area di gioco, evitando di collaborare e comunicare in alcun modo con i propri compagni ancora impegnati nell’azione.

Chi agisce disonestamente viene ironicamente definito Highlander (dal famoso film basato sulle vicende degli scozzesi immortali) e una volta individuato può essere discriminato ed emarginato dagli altri giocatori; può anche essere espulso dal gioco o, nei casi più gravi, dall’Associazione di appartenenza.

L’autodichiarazione è anche importante al fine di evitare inutili e continue raffiche di pallini ai danni del giocatore stesso.

Anche a Sorrento è possibile praticare questo sport vi invito a visitare il sito www.sportnatura.it e chiedere informazioni.

info anche presso SOFT AIR GUN Sorrento

Tiro a segno softair

Tiro a segno Softair un modo per migliorare concentrazione, riflessi, e autocontrollo.

Il tiro a segno Soft air è una disciplina sportiva che richiede rilevanti capacità di concentrazione e di autocontrollo.

Ogni fase della sequenza di tiro richiede che l’atleta abbia la percezione della corretta postura ed un controllo accurato dei movimenti che portano all’azione di scatto. Il preciso allineamento fra occhio, organi di mira e bersaglio viene ottenuto attraverso processi mentali
tali processi vanno mantenuti costanti per un tempo abbastanza lungo, anche sotto l’influenza di aspetti emozionali e di un progressivo affaticamento.

Le discipline di tiro richiedono metodiche di allenamento che considerino in modo ampio tutte le diverse componenti del modello prestativo: ciò significa includere, accanto agli elementi più prettamente tecnici, attività finalizzate allo sviluppo della coordinazione, delle abilità mentali e, elemento non trascurabile, anche delle capacità di forza e resistenza specifiche.

 

La prima sfida per un tiratore è comunque sempre con se stesso: il feedback immediato, grazie ai bersagli elettronici che si illuminano in modo casuale ad ogni colpo consente di verificare la propria prestazione e stimola ad un continuo impegno per migliorarsi.
Le caratteristiche del tiro a segno lo rendono affascinante anche per i giovani, e nel nostro tiro a segno di Sorrento abbiamo ricreato un’ambientazione con luci fumo e fasci laser che coinvolgono ancor di più il partecipante.

 

E’ abbastanza frequente che i giovani tiratori arrivino a praticare questo sport grazie ai genitori, in particolare tramite il padre che a sua volta può essere od essere stato un tiratore. In questo caso i genitori conoscono la disciplina e ne valorizzano gli aspetti positivi, legati ad un’attività stimolante e gratificante praticata in sicurezza. Vi è già sicuramente la consapevolezza che questa attività sportiva possa rappresentare un’esperienza educativa, un’attività utile alla crescita psicofisica dei ragazzi.

 

L’attività sportiva, in generale, ha caratteristiche che la rendono strumento di educazione e realizzazione personale nei giovani. Lo sport, infatti, crea abitudine all’impegno sistematico, educa all’accettazione ed al rispetto delle regole, abitua ad accettare anche le sconfitte adattandosi alla realtà, tende a migliorare il senso di efficacia personale e l’autostima attraverso lo sviluppo di capacità e l’acquisizione di abilità; inoltre, nella competizione offre uguali opportunità di azione, pur riconoscendo e valorizzando le diversità individuali.

In aggiunta a tali valori, e accanto agli aspetti già sottolineati inerenti la sicurezza, il tiro a segno ha altre caratteristiche educative specifiche che lo rendono adatto per i giovani. Come si è detto, l’apprendimento delle abilità tecniche del tiro richiede disciplina, autocontrollo e concentrazione. Dal punto di vista motorio, è determinante la coordinazione oculo‐manuale, ma anche la percezione ed il controllo della propria postura e della propria motricità. Imparare a sparare aiuta a sviluppare abilità di ascolto, percezione e regolazione delle risposte somatiche: i ragazzi vengono educati a percepire e modulare la tensione muscolare, a coordinare la respirazione con le fasi di tiro, a gestire le variazioni di frequenza cardiaca nei momenti di maggior tensione. Accanto agli aspetti somatici, vengono considerati anche i fattori mentali: i ragazzi sono sollecitati a riflettere sulle modalità di orientamento e focalizzazione dell’attenzione e ad acquisire consapevolezza delle proprie emozioni, in particolare quelle come ansia, tensione e frustrazione che possono condizionare in modo negativo la prestazione. Infine, è abbastanza frequente nei principianti che l’apprendimento dei primi elementi tecnici determini, nella fase iniziale, esperienze di successo in tempi brevi, che favoriscono la fiducia nelle capacità personali.

SUNTO:
Aspetti educativi del tiro a segno:
– educa al rispetto per le armi Softair e sottolinea l’importanza della sicurezza;
– educa al controllo rigoroso delle pulsioni aggressive e violente, attraverso un utilizzo regolamentato, consapevole e responsabile delle armi Softair
– sviluppa senso di responsabilità e collaborazione con i compagni nell’attenzione reciproca alla prudenza;
– sviluppa percezione e controllo della propria postura e motricità;
– migliora il senso di efficacia personale e l’autostima attraverso lo sviluppo di capacità e l’acquisizione di abilità specifiche;
– crea abitudine all’impegno sistematico;
– con la dimensione agonistica educa al confronto ed abitua ad accettare anche le sconfitte in modo positivo;
– può essere praticato insieme da genitori e figli.

Provare questa esperienza è semplice non richiede porto d’armi o altra licenza, le armi softair vengono fornite sul posto unitamente alle protezioni facciali, basta solo seguire le istruzioni di comportamento sulla piazzola di tiro e poi il divertimento è assicurato; il sistema e’ computerizzato e i risultati sono immediatamente visibili a monitor per un confronto diretto con se stessi o con i propri amici!

 

TIRO A SEGNO SOFTAIR SORRENTO