REUP

Abbiamo l’esperienza, ci mettiamo la passione ed esigiamo la qualità. 

Un po’ come andarsene in giro con un paio di sneakers nuove, magari bianche. Hai speso il tuo tempo in quantità variabile, fatto confronti di stili e prezzi; le hai provate seduto su un pouf scomodo sullo sfondo di un parquet luccicante. Ok, sono le tue nuove scarpe bianche da ginnastica. Torni a casa, tra le tue cose, le calzi e si fa strada il disappunto: cosa manca a quelle scarpe per essere meno che un accessorio arbitrario al tuo andare? Manca un po’ di storia: quelle scarpe non hanno “esperienze pregresse”, come sui curriculum. Imbarazzanti nella loro asetticità, ti toccherà portarle in giro per renderle davvero presentabili. Ecco.

Il REUP recycled bar di Sorrento non vende sneakers. Però ha il vantaggio di nascere già con una storia.  Entri, e non ti aspetta il solito arredamento Ikea che vorrebbe fare tanto lounge; che ti inchioda con l’odore di plastica da imballaggio ancora nell’aria in convenevoli e frasi beneauguranti per la nuova attività, mentre speri che la prossima volta quell’odore di plastica sia sparito.

REUP recycled bar odora di legno: il tema infatti da cui prende spunto questo nuovo locale è contenuto nel suo nome, un po’ come gli enigmi della sfinge, ma più rilassante e con cocktail annesso: il riciclo. I tavoli all’interno sono realizzati con antiche tavole di ponte, i tavolini all’esterno con inserti di antiche mattonelle in granito. Una parete del locale è allestita con antiche porte diverse tra loro montate ad arte. Divani Chester marroni, e qua e là note d’acciaio: il design abbinato al vintage assume una sua propria personalità, sottolineata dalle lampadine nude disseminate per il locale, sospese con semplicità e stile. Il servizio di bicchieri per i liquori è composto da pezzi diversi tra loro, di quelli che le nostre nonne custodivano gelosamente nelle cristalliere.  E poi il pezzo forte: un antico attrezzo per la lavorazione dei cammei, del nonno del proprietario, che era un maestro incisore.

A parlare come un agente immobiliare si potrebbe dire che “l’ambiente è ampio e confortevole”; a parlare come uno dei turisti anglofoni che vi ha trascorso una serata è “oh, so gorgeous!”; a metterla sul piano letterario, gli oggetti riciclati custodiscono (e rilasciano) tanta memoria che Proust non ne uscirebbe comunque vivo.

Per tutti gli altri, vivi, vegeti e con un rapporto tutto sommato disinvolto col tempo – da occupare con attività piacevoli – il REUP recycled bar di Sorrento offre indiscutibilmente un’alternativa unica e originale per una serata di divertimento e relax. Una ventata di modernità e atmosfera metropolitana, frutto dell’esperienza cosmopolita di Gianluca Di Donna, che ha saputo coniugare a una cornice ricca di gusto e inventiva l’accoglienza e il calore tipici del sud.

Il personale serve all’occorrenza in perfetto inglese birre alla spina (al momento sono disponibili tre marchi belgi e uno italiano), champagneria, vini e whisky selezionatissimi, mentre il barman acrobatico Gianluca Di Donna è pronto ad eseguire i più noti e apprezzati cocktails dal mondo, e accontentare le più svariate richieste, in un flusso instancabile di creatività e sperimentazione.

Impossibile smarrirsi nell’oceano delle influenze culturali: i barattoli per conserva sparsi sui tavoli e l’atmosfera calda ti riportano a casa, a una festa un po’ troppo ricercata e moderna perché l’abbia organizzata tua zia, e con la possibilità di fare nuovi e vecchi incontri, conoscenze, chiacchiere e risate a due passi da Piazza Lauro.

L’ happy hour è caratterizzato da assaggi di primi e contorni: un buffet ricco e vario per un aperitivo gustoso, che porta a un’assuefazione assolutamente sana e a portata di tasca.

Inoltre da REUP è sempre possibile accompagnare il bere ad assaggi di qualità, taglieri di salumi e formaggi selezionati.

Calza le tue nuove sneakers e portale a fare un giro al REUP recycled bar di Sorrento: nulla è interessante, se non ha in serbo qualche storia.

–> Hanno collaborato alla “creazione” del locale Domenico Di Donna, Web & Graphic Designer – Valeria D’Acampo, Interior Designer – Collettivo Spazio Architect studio.