Mickey House Animazione e allestimenti per feste e matrimoni

Sorrento MICKEY HOUSE negozio di linea party gadget e peluches, allestimento di balloon art. L’esperienza e la creatività possono essere utilizzate per i vostri eventi privati, feste, allestimenti pubblici, scenografie e cerimonie.

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Palcoscenico, abbigliamento e accessori per la danza Vico Equense

Nasce a Vico Equense , in provincia di Napoli, “nella terre delle sirene”:”PALCOSCENICO…”negozio specializzato per la danza e il fitness.

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toner pericoloso

Da qualche tempo si sta parlando della pericolosità delle particelle emesse dal toner.

Essendo il toner una polvere microfine, se disperso, rimane sospeso a lungo in aria e può comportare rischi per la salute, come per altri tipi di polvere esempio l’amianto.

Può avere un effetto irritante sulle vie respiratorie e causare problemi alle persone affette da asma e bronchite cronica. Il contenuto di carbone è comunque stato ridotto ad un livello tale da non essere considerato pericoloso.

È opportuno però evitare di disperdere il toner, per esempio manomettendo le cartucce o pulendo l’interno delle stampanti con getti di aria. Anche i normali aspirapolveri non devono essere impiegati, poiché la polvere di toner è così fine da attraversarne i comuni sacchetti. I tecnici specializzati nella manutenzione dei fotocopiatori utilizzano aspiratori con speciali filtri, ed i rigeneratori lavorano le cartucce protetti da speciali cappe aspiranti.

La Suva ha recentemente aggiornato una scheda informativa relativa ai pericoli per la salute derivanti dall’uso

di apparecchiature di fotoriproduzione.

“Le polveri di toner emesse dalle stampanti con tecnologia laser e dalla fotocopiatrici possono causare disturbi

soprattutto nei soggetti con mucose ipersensibili nelle vie respiratorie superiori e inferiori. In genere, le reazioni

di ipersensibilità non specifiche dovute agli effetti irritativi di queste emissioni possono essere evitate

migliorando l’igiene del posto di lavoro.

Soltanto in casi rari sono state documentate delle vere e proprie allergie al toner.
Gli studi epidemiologici non hanno stabilito relazioni causali certe fra queste emissioni e le malattie croniche

dell’apparato respiratorio o le malattie polmonari interstiziali. In base ai risultati degli studi sperimentali e dei

test sugli animali, non si esclude che le polveri di toner possano avere un effetto cancerogeno. I dati

attualmente disponibili non permettono tuttavia di trarre delle conclusioni definitive, soprattutto perché non

sono ancora stati svolti degli studi epidemiologici sul rapporto tra l’esposizione a polveri di toner e un maggiore

rischio di tumori maligni delle vie respiratorie”.

Quindi, si, i toner se inalati in quantità elevate e per tempi d’esposizione prolungati, potrebbero essere  pericolosi e forse anche cancerogeni.

Ritengo, tuttavia, sia sufficiente applicare un filtro toner alla stampante, aerare il locale in caso di molte stampe e lavarsi le mani quando si sostituisce un toner scarico.

Se si dovesse pulire una stampante laser, servirsi di una mascherina e di guanti in lattice monouso, senza

assolutamente utilizzare aspirapolveri o aria compressa. Un panno,può bastare.

Anche l’inquinamento delle auto e’ cancerogeno (mai sentito parlare di benzene ?), e non respirarlo e’ più

complesso.

Tra i vari veleni che ci circondano nella vita quotidiana il toner  è uno dei più facilmente controllabili.

Mario Ferraro

 

Smaltimento rifiuti stampanti

Sapevi che cartucce inkjet e laser, nastri, contenitori di toner, gruppi di sviluppo  e vaschette di recupero delle fotocopiatrici sono rifiuti speciali?     

 Li  butti nel cassonetto dei rifiuti ?   

  Nulla di più sbagliato. Non solo violi e infrangi le normative comunitarie ma contribuisci in prima persona al danneggiamento ambientale.                                  

 Nonostante l’avanzare delle tecnologie sembra impossibile rinunciare alla stampa dei documenti e quando la cartuccia finisce, o si getta oppure si ricarica.                   

 Secondo la normativa vigente, le cartucce per stampanti esaurite, sono considerate un rifiuto speciale non pericoloso e devono essere destinate ad appositi centri di raccolta.   

 Molte persone optano per  la loro rigenerazione . Rigenerare un supporto esausto, consiste nel riutilizzare la propria cartuccia,  mediante la consegna della stessa ad un centro di rigenerazione il quale provvede a riportarlo alle condizioni d’origine. In questo modo non solo si risparmia notevolmente ma si da una mano concreta all’ambiente mediante la minore immissione di ulteriori rifiuti.
Purtroppo viviamo in un’era dove il consumismo è divenuto sfrenato.  Questo, si ripercuote negativamente sull’ambiente. La “new economy”, nella sua corsa frenetica verso l’innovazione tecnologica si lascia dietro una massa di “rifiuti” costituiti da apparecchiature elettriche ed elettroniche invecchiate ed abbandonate dopo pochi anni.  Tonnellate di rifiuti che senza il giusto inquadramento, contribuiscono a inquinare il nostro pianeta.               Solo per i materiali consumabili le statistiche della Federinformatica e della Ecoqual’It, (consorzio volontario nazionale per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti prodotti dall’ICT) dicono che circa 60 milioni di cartucce toner per stampanti laser e fotocopiatrici e 500 milioni di cartucce per stampanti “a getto d’inchiostro” finiscono ogni anno in discarica senza nessun trattamento preventivo.
Sapete cosa succede al vecchio pc quando arriva il momento di sostituirlo con uno nuovo?
Di solito finisce in discarica, contribuendo a inquinare l’ambiente con le sostanze tossiche che contiene.
Eppure, molto spesso i suoi componenti potrebbero essere riutilizzati o bonificati.
Chi oggi compra un computer ,sa che domani il suo acquisto potrebbe già essere fuori produzione, contenere parti che si sono svalutate del 100%, non essere più in grado di supportare i nuovi software (dai giochi 3D alle piattaforme per l’ufficio) che si susseguono a ritmo sfrenato sui banchi dei negozi d’informatica.
Tutto questo ha un costo non solo per le tasche degli acquirenti, ma anche per il delicato equilibrio ambientale del pianeta.
Per ogni pc nuovo che si acquista, infatti, per ogni rincorsa al prodotto più potente, più alla moda, più raffinato tecnologicamente, ci sono macchine e componenti che invecchiano precocemente e quindi vengono candidati alla rottamazione.
Qual è il destino dei computer usati, i quali difficilmente sono stati realizzati con materiali compatibili con l’ambiente e che quindi contengono (o sono essi stessi) sostanze pericolose per l’ecosistema?
Si sta parlando di plastiche e metalli difficili da trattare, di polveri e gas tossici, di batterie, di oli, di parti in silicio, cadmio o altre sostante che richiedono solventi a loro volta di difficile gestione.
Il piombo, per esempio, presente nelle batterie e nei tubi catodici, può provocare il cancro.
Il cadmio è pericoloso per i reni, il mercurio, contenuto negli interruttori, può arrecare danni al cervello.
Le statistiche dicono che se ogni europeo riuscisse a recuperare dalla rottamazione dei computer usati almeno quattro chili di apparecchiature elettriche ed elettroniche all’anno, si risparmierebbe l’equivalente di 120 milioni di Gigajoule, pari a 2,8 milioni di tonnellate di petrolio ogni anno, con un risparmio energetico del 60-80% rispetto all’utilizzo di materia vergine.
Sono dati e obiettivi fissati dalla direttiva europea sui rifiuti tecnologici, varata nel giugno del 2000, che si articola in due proposte:
– una relativa alle attrezzature elettriche ed elettroniche fuori uso: WEEE, ovvero Waste Electrical and Electronic Equipment
– e la seconda, chiamata RoHS (Restriction of the Use of Hazardous Substances), che prevede norme specifiche per il trattamento di sostanze tossiche derivate da apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Nel frattempo, in Italia è ancora attiva la legge Ronchi, che cerca di sensibilizzare le amministrazioni comunali e i produttori di componenti informatiche a considerare, a partire dal processo di ideazione dei nuovi pc fino a quello di rottamazione computer usati, tutte le possibili situazioni per limitare al massimo l’impatto ambientale dovuto al ciclo di vita di questi prodotti.
Ma naturalmente non è sufficiente, e dunque oltre all’impegno delle aziende e delle istituzioni, diventa essenziale la nascita e lo sviluppo di società specializzate nel recupero, nello smistamento e nel riciclaggio di componenti derivate dalla dismissione di prodotti dell’informatica.
Oltre alle aziende produttrici di componenti informatiche esistono in Italia alcune società che si stanno specializzando nel recupero di vecchi pc e stampanti per poterne riciclare le parti ancora funzionanti e smaltire in forma ecologica, secondo le disposizioni delle leggi internazionali, le componenti a rischio per l’ambiente.
Oltre a questo, recuperano quei metalli (oro, argento, rame, ferro, alluminio) e quei materiali che possiedono un valore autonomo sul mercato del riciclo.
Il riciclaggio dei componenti elettronici, rappresenta un business per molte piccole e medie imprese.
La raccolta e il riciclo e non la semplice rottamazione dei computer usati, può consentire, inoltre, la donazione a chi altrimenti non avrebbe mai potuto accedere all’acquisto di un computer , basti pensare alle associazioni senza fini di lucro, agli enti di beneficenza, alle zone depresse e disagiate di molti paesi in via di sviluppo.
Il mondo è di tutti , trattiamolo con cura .

Perché rigenerare

Perchè rigenerare o comprare cartucce e toner compatibili.

Innanzitutto bisogna spiegare cosa vuol dire rigenerare. La rigenerazione di cartucce è un processo tramite il quale le cartucce di inchiostro e toner esauste vengono ripristinate all’uso.

Stampanti (laser,ink-jet,nastro),fax e macchine da scrivere, producono cartucce esauste che sono classificate come “rifiuti speciali non pericolosi”. Molte di queste cartucce possono essere rigenerate sostituendo le parti monouso come componenti ottici, toner, inchiostri e nastri, viene quindi creato un prodotto che in termini di durata è paragonabile all’originale.

Ma proprio perché sono classificate “rifiuto speciale” che il loro destino è quello di finire in discariche in cui impiegheranno anni per dissolversi, mentre recuperandole si evita di produrre altro materiale inquinante e di conseguenza si hanno dei vantaggi notevoli per l’ambiente e l’ecologia.

Altro vantaggio nel rigenerare lo si ha a livello economico in quanto il costo di una cartuccia rigenerata sono inferiori del 50-60% rispetto all’originale e si evitano costi aggiuntivi per lo smaltimento delle cartucce esauste.

 

Lunga vita alla stampante

Nonostante la tendenza a livello globale di ridurre il cartaceo per mezzo dell’avvento del digitale,  una recente ricerca di IDC(International Data Corporation) mostra come per la fine del 2015 il volume di pagine stampate nel solo mercato USA arriverà a quota 1200 miliardi.

Sono le stampanti multifunzione (MFP – MultiFunction Printer) a rubare la scena: secondo i dati raccolti da IDC, entro la fine del 2015, il volume di pagine stampate da questa categoria di dispositivi sarà superiore a 857 miliardi. Il passaggio alle multifunzione, rappresenta una tendenza fondamentale del settore, che continuerà per l’immediato futuro. Gli utenti apprezzano molto la flessibilità offerta da questo tipo di prodotto che permette di sopperire a  fotocopiatrice ,scanner, stampante e fax, tutto in una macchina .

Un altro cambiamento chiave è rappresentato dal passaggio dalle soluzioni di stampa monocromatiche verso le soluzioni a colori. Tuttavia, anche con una prevista crescita del volume di stampa da parte di soluzioni laser a colori ,le stampanti monocromatiche restano il colosso del settore, con un volume di 799,9 miliardi di pagine previsto per il 2015.

Tra le varie tecnologie di  stampa, (leser, inkjet,  thermal transfer ribbon, aghi, sublimazione, solid ink)  quella a getto d’inchiostro, resta la più diffusa. Il basso costo e la grande versatilità di queste  periferiche, determina una costante crescita delle vendite soprattutto in ambito domestico.

La stampa avviene mediante il passaggio dell’inchiostro attraverso la testina,costituita da numerosi fori microscopici. E’ importante sapere, al fine di preservarla,  che la stampante inkjet  necessita di molta manutenzione. Infatti il 90% di esse viene rottamato a causa della prolungata inattività.

Ma perché questo accade?

E’ molto semplice.

L’inchiostro è costituito dal colorante(pigmenti) e dal veicolo(acqua). Il poco utilizzo, facilita l’essiccamento del veicolo, specialmente nel periodo estivo. Ciò comporta l’ incrostazione del colorante, sui filtri e negli ugelli della testina con  conseguente stampa striata. Negli imprevisti meno gravi,con una pulizia, effettuata attraverso il software in dotazione alla stampante,si riesce a riprendere la qualità grafica ma in caso contrario essa è irrecuperabile. Il costo della riparazione, in proporzione al prezzo d’acquisto, è molto alto e pertanto si avrà la rottamazione del prodotto.

Per avere una multifunzione o printer inkjet sempre efficiente nel tempo è importante :

usare la stampante con frequenza,soprattutto con il colore.

sostituire la cartuccia  prima che essa finisca, in modo da evitare il formarsi di bolle d’aria.

togliere la cartuccia scarica solo quando si è muniti di quella nuova.

non buttare la cartuccia nell’ indifferenziato ma in appositi siti di smaltimento, oppure rigenerare il supporto esausto.

Per quanto concerne la stampante laser, il principio di funzionamento è completamente diverso. La stampa in questo caso avviene mediante il passaggio di  una polvere sottilissima, ovvero il toner, attraverso due rulli chiamati pressore e fusore. La polvere viene sciolta e pressata sul foglio. Non necessita di particolare manutenzione. L’unico punto in comune con la inkjet è il numero 4.

Questi consigli servono  sia per evitare spese inutili ma soprattutto, per salvaguardare l’ambiente. Cerchiamo di consumare meno risorse e d’immettere meno rifiuti nel mondo, altrimenti prima o poi il nostro pianeta rifiuterà noi.